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Concentratore di ossigeno veterinario: bassa o alta pressione?

Sembra un dettaglio tecnico, ma decide cosa potrete collegare al concentratore. Come scegliere in base all'uso, ai flussi e allo spazio della vostra clinica.

Illustrazione di un concentratore di ossigeno a bassa pressione e di uno ad alta pressione

Chi valuta un concentratore di ossigeno tende a guardare subito i litri al minuto. È giusto, ma c'è una domanda che viene prima: a che cosa lo devo collegare? Da lì dipende se serve un modello a bassa o ad alta pressione.

La differenza in pratica

Un concentratore a bassa pressione eroga ossigeno a una pressione ridotta. Va bene quando il gas arriva direttamente al paziente o a un dispositivo pensato per questo uso, ad esempio per l'ossigenoterapia in degenza. Sono apparecchi compatti e relativamente silenziosi, spesso spostabili su ruote.

Un modello ad alta pressione lavora su valori più alti, nei nostri modelli da 1 a 4 bar. Serve quando l'apparecchio a valle ha bisogno di una certa pressione in ingresso, come può accadere con alcune macchine per anestesia. In cambio è più grande, più pesante e consuma di più.

La regola è semplice: controllate nel manuale della macchina quale pressione di alimentazione richiede. Se il dato non è chiaro, chiedete prima dell'acquisto.

Un cane e un gatto che riposano vicini

Le altre domande da farsi

  • Quanti litri al minuto servono? Considerate il consumo reale e l'eventuale uso contemporaneo su più postazioni, non solo il caso medio.
  • Dove lo mettete? Un apparecchio da oltre 100 kg non si sposta facilmente, e ha bisogno di spazio e ricambio d'aria. Anche la rumorosità conta, soprattutto vicino alla degenza.
  • Quanto consuma? Le differenze sono notevoli: da poche centinaia di watt fino a un paio di kilowatt per i modelli più grandi.
  • Vi serve una riserva? Alcuni modelli hanno un serbatoio integrato che aiuta a gestire i picchi di richiesta.

Due cose da non dimenticare

La prima è la concentrazione. Un concentratore non fornisce ossigeno puro: i modelli del nostro catalogo arrivano intorno al 93%. Nella maggior parte degli usi è sufficiente, ma il valore va conosciuto, e in anestesia è utile monitorare la frazione di ossigeno inspirata.

La seconda è la continuità. Un concentratore ha bisogno di corrente e può guastarsi. Una fonte di riserva, come una bombola controllata e pronta all'uso, non è un eccesso di prudenza.

Da dove partire

Per la degenza o per i flussi più contenuti guardate il 5 L o il 10 L di Angelbiss. Se invece vi serve pressione, ci sono i Longfian JAY-10L e JAY-20L. Siamo anche centro assistenza autorizzato per questi marchi: è un dettaglio che apprezzerete il giorno in cui servirà un filtro o un controllo.

Domande frequenti

Quando serve un concentratore ad alta pressione?

Quando l'apparecchio collegato richiede una certa pressione in ingresso, come può accadere con alcune macchine per anestesia. Il dato si trova nel manuale della macchina.

Un concentratore fornisce ossigeno puro?

No. I modelli del catalogo SACEM VET arrivano intorno al 93%: è utile conoscere il valore e, in anestesia, monitorare la frazione di ossigeno inspirata.

Serve una fonte di ossigeno di riserva?

Sì, è consigliabile. Un concentratore dipende dalla corrente e può guastarsi: una bombola controllata e pronta all'uso garantisce la continuità.